Lo statuto ontologico dei numeri

Serena alle prese con la filosofia della matematica, su una questione che ha tormentato Bertrand Russel. Con un contributo molto materiale di Dorabella.

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Chiodo scaccia chiodo

(Come già accadeva con Serena, anche Dorabella si lamenta se devo andare a lavorare.)

Io: Dora, dammi un bacetto, che vado a lavorare, sono di turno stanotte.
Dorabella (lagnosa): Nooo, papino!
Io (con prontezza): Beh, pensa però che se io lavoro, stanotte tu potrai dormire tutta la notte nel letto di mamma al mio posto. La mamma per stanotte è tutta tua.
(Dora resta per un po’ sovrappensiero, con la lagna sospesa. Poi, come se io non la vedessi, lancia il pugno in alto come un eroe dei cartoni ed esclama:)
Dorabella: Evvai!

(Come ogni anno, si parte domani per la Costa Bruzia, alla ricerca di sole, mare e silenzio. Possa colei o colui che passa di qui ritrovare la pace interiore.)

La collaborazione domestica

(Io impegnato al computer, Angela nell’altra stanza che, come suo costume, sposta mobili.)
Angela (dall’altra stanza): Mauro! Puoi andare a svuotare l’auto, che devo riempirla di pacchi?
Io (concentrato): Va bene, ora vado.
Angela (come sopra, dopo un po’): Allora, puoi andare a svuotare l’auto?
Io (come sopra): Sì, d’accordo, vado subito.
(Passa un po’ di tempo. Infine sulla porta del mio studio compare Dorabella.)
Dorabella: Papà! Ha detto la mamma se vai giù a svuotare l’auto!
Io: Senti, vai dalla mamma e digli che papà ha fatto così. (Sbuffo rumorosamente, scrollando le mani in segno di insofferenza). Mi raccomando, eh, rifallo uguale!
(Dorabella mi guarda corrucciata. Poi, avendo compreso ogni cosa, torna di là dalla mamma.)
Dorabella (nell’altra stanza): Ha detto papà che va bene.

L'ironia come double bind

(Tornando a casa dall’asilo, io, Serena e Dorabella. Dorabella ha un’aria lagnosa.)

Dorabella (lamentosa): Mi fa male la testa!
Serena: Povera Dorabella!
Io: Povera Dorabella!
Dorabella (che non è scema): Daaaiiii!
Serena (imperturbabile): Cosa dovevamo dire, scusa? Che siamo contenti se ti fa male la testa?
Io: Giusto. Anzi, Serena, ripetiamolo in coro: uno, due, e tre:
Io e Serena: Oh! Povera Dorabella!
Dorabella (corrucciata, tenendosi la testa fra le mani, sottovoce e con fare malaugurioso): Poi un giorno vi verrà anche a voi. Così imparate.

Rimediare alle gaffes

(Angela si è appena comprata al mercato un bel cappello con le falde larghe al prezzo di un euro, e se lo prova davanti allo specchio con evidente soddisfazione. Dorabella la guarda stupita.)

Angela: Dora, non è bellissimo questo cappello? Come mi sta?
Dorabella: Bene, mamma! Sembri una strega!
Angela: Come una strega?
Dorabella (intuisce l’errore, e cerca di sostituire con una figura più benevola e positiva): Cioè, non una strega…. mi baiavo….. volevo dire che sembri la Befana!

Fidanzamenti

(Accompagno in auto Dorabella al compleanno di Leonardo, un suo compagno d’asilo.)

Dorabella: Sai papà? Leonardo è un mio fidanzato!
Io (divertito): Ah, interessante! Ma perché “un”? Quanti ne hai?
Dorabella (facendo il conto con le dita): Adesso ne ho tre nuovi… così fanno otto.
Io (preso di sorpresa): Ah… beh… meglio uno in più che uno in meno…
Dorabella: Pensa che una mia amica ne ha uno solo, poverina… Io voglio arrivare a dieci… poi bata però!

Ormai (avec le temps)

(Dorabella ha compiuto quattro anni. Ogni tanto si abbandona ai ricordi del tempo passato).

Dorabella: Papà ti ricordi quando mi mettevo il pannolino di giorno? Ma ormai ho quattro anni… non lo metto più… (allarga le braccia) ormai…
Io: Vero, Dora. Ormai sei grande per queste cose.
Dorabella: E poi mi bagliavo sempre a dire le cose… presempio mi bagliavo a dire: mi dai la quacqua? Ora dico: mi dai l’acqua? Non mi baglio più, io…. ormai…. (scuote la testa all’idea del tempo passato).