Cogliendo funghi in agosto

schobert

La foresta di Saint-Germain-en-Laye si trova alla periferia nordoccidentale di Parigi. Lì, in una bella giornata di agosto del 1767, Johann Schobert, musicista grandissimo quanto oggi sconosciuto, che ha influenzato il giovane Mozart, passeggiava insieme alla sua famiglia, la servitù e un amico medico di chiara fama. Schobert, che amava molto i funghi, ne aveva raccolti un bel cestino; la compagnia si diresse quindi in una locanda lì vicino, a Marly, per farseli cucinare. Il cuoco, esaminati i funghi, dichiarò che erano velenosi e si rifiutò di prepararli; il medico lo trattò da ignorante sostenendo che invece erano buonissimi e del tutto innocui. Schobert e gli amici si trasferirono quindi in un’altra locanda al Bois de Boulogne, dove ugualmente i proprietari si rifiutarono di cucinare i funghi, sostenendo che erano velenosi: il medico, ben sicuro della sua scienza illuminista, ritenne che evidentemente si era diffusa una credenza superstiziosa relativa a quel genere di funghi, i quali erano invece perfettamente commestibili. Allora tutto il gruppo si trasferì a casa di Schobert, dove la fantesca, verso le undici di sera, preparò una deliziosa cenetta.

Li ritrovarono a mezzogiorno del giorno dopo, sdraiati sul pavimento in preda ad atroci dolori: morirono tutti, compresi la moglie e i bambini, e compreso anche il medico che “pretendeva di conoscere i funghi così bene” (Melchior von Grimm). Schobert aveva poco più di trent’anni.

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