E son certo che m’ama

«Sappi ch’io sono innamorato d’una bella dama / e son certo che m’ama».

E son certo che m’ama: l’aggiunta immediata esclude la possibilità da parte di Don Giovanni di concepire un vero rifiuto: o per lo meno così deve essere nel momento che precede la conquista. Se la coscienza del tempo di Don Giovanni è, nel suo complesso, diacronica, non così per i singoli momenti; ognuno di essi comporta un giudizio di Don Giovanni che non è influenzato dai momenti passati né può servire da insegnamento per i futuri. Tutto questo però non per incapacità a estendere l’esperienza verso il prima e il dopo – che sarebbe una banalità – ma in vista di uno scopo preciso, che è la conquista. Non è che Don Giovanni non conosca il rifiuto, anzi lo conosce spesso, ma tale rifiuto è perfettamente privo di effetti sulla conquista successiva; in ogni istante Don Giovanni dimentica – e non solo finge di dimenticare, ma dimentica realmente – i rifiuti passati, e questo perché anche il suo oblio è finalizzato alla ulteriore presa di possesso. L’ansia per il tempo nel suo trascorrere complessivo – sentimento di cui Don Giovanni è campione – non esclude ma anzi strumentalizza, per neutralizzare se stessa, l’incapacità di collegare fra loro gli istanti di insuccesso per trarne insegnamento. Don Giovanni non impara mai la sconfitta; ciò che rimane inconquistato, cessa di esistere; ciò che invece viene conquistato entra a far parte dell’io in infinita espansione – la lista – che è l’unico strumento di lotta contro il tempo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...