Lo straniero

Qual è la radice profonda e, per le nature deboli, inestirpabile dell’odio verso lo straniero? In ciò che è straniero (in ogni straniero, ognuno rispetto all’altro) percepiamo un’ombra di estraneità radicale, simile all’estraneità che proviamo verso l’inorganico. E anche l’inquietudine che ne deriva ha la stessa natura di quella che nasce dalla confusione fra organico e inorganico (o anche: dal timore che ogni organico sia, in realtà, inorganico).

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