La gloria presso i posteri

Il punto di vista epicureo secondo cui ogni piacere e ogni creazione valgono per noi solo qui e ora deriva a ben guardare da una sopravvalutazione del principium individuationis. Se invece si adotta un’interpretazione olistica e posizionale dell’individuo (io sono prima di tutto il punto di intersezione di tutti i linguaggi di cui sono l’oggetto), si può concludere che anche ciò che avviene dopo di noi in gran parte riguarda noi. E’ su questa base (non psicologica, non ideologica, ma strutturale – anche se, si capisce, consolatoria, sebbene per quanto possibile lontana dall’illusione), è su questa base che possiamo recuperare l’idea classica di «gloria presso i posteri».

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La terra di nessuno

Ciò che veramente conta è il lutto prima dell’elaborazione. E’ quella condizione brevissima e transitoria quando la notizia è bensì già compresa fino in fondo, ma ancora non esiste nessuna struttura proposizionale che consenta di collocare la nuova situazione in cui ci si trova fra le tante situazioni topiche che la lingua ci offre per darci conforto. E’ questo il buco nella ragnatela.