Musica e letteratura

Si parla di linguaggio musicale – va però detto che a differenza dell’enunciato letterario (e anche di ogni testo del linguaggio ordinario), dell’enunciato musicale non si predica che sia vero o falso. E non è differenza da poco, perché la verità di un enunciato (per come la percepisce il lettore) non è irrilevante ai fini della percezione estetica della letteratura; in questo risiede il legame della letteratura con la filosofia (la sua maggiore serietà rispetto alla musica, come diceva Thomas Mann).

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Sulla solitudine del discorso amoroso (Roland Barthes)

Nell’eros non ci sono alleati, ma solo avversari. Questa ovvia osservazione spiega la solitudine del discorso amoroso.

Una possibile storia alternativa della scienza

Goethe scrive nella Farbenlehre che la storia della scienza sarebbe stata diversa se, anziché il latino – lingua pesante, definitiva e assertiva, in cui è centrale il sostantivo – si fosse affermato il greco, che parla per verbi, ed è «più ingenuo, e assai più indicato per un’esposizione naturale, allegra, intelligente, bella di felici idee sulla natura» (Das Griechische ist durchaus naiver, zu einem natürlichen, heitern, geistreichen, ästhetischen Vortrag glücklicher Naturansichten viel geschickter).

Ebreo per ebreo

Il comandante delle SS Karl Günther pensava di non essere così crudele con gli ebrei: in fin dei conti, ne teneva uno al suo servizio come dentista personale. Il suo collega Felix Landau, che pure nel suo Einsatzkommando di Lemberg non aveva esitato a fucilare migliaia di ebrei della Galizia, ne aveva tuttavia salvato uno, perché disegnava bene: in cambio, questi doveva dipingere le stanze dei suoi figli con immagini dalle fiabe dei fratelli Grimm. Un giorno del 1942 però Landau, pensando di ammazzare un ebreo qualsiasi, ammazzò il dentista personale di Günther. Quest’ultimo, infuriato, aspettò per strada l’ebreo pittore di Landau e lo uccise a colpi di pistola, dicendo al suo proprietario: «Tu hai ammazzato il mio ebreo, e io ho ammazzato il tuo» (Du tötetest meinen Juden – ich tötete deinen).
L’ebreo di Landau che così moriva era Bruno Schulz, geniale pittore e scrittore, uno dei primi traduttori di Kafka in polacco, autore di immaginifici disegni, di pirotecnici racconti e di un romanzo andato perduto per sempre, che aveva come titolo Il Messia.