La puntigliosità di Socrate

Il merito più grande della maieutica socratica – quello che altri chiamerebbero il suo razionalismo – è l’abitudine alla puntigliosa misurazione delle distanze fra linguaggio e realtà. «Vediamo cosa vuole veramente dire ciò che hai detto». E’ il tentativo di depurare l’argomentazione dai residui emotivi, che si manifestano come imprecisione lessicale, per capire davvero qual è l’oggetto reale del contendere; un tentativo che fallisce solo quando, per confutare una affermazione imprecisa, si fa ricorso al topos (poi in Aristotele: alla «opinione comune»), il cui valore di sicura referenzialità è solo apparente.

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2 pensieri su “

  1. Mi pare un invito a rifuggire dai luoghi comuni, tipo tutte quelle catene di sant’antonio che imperversano per la rete.
    E infatti io ti ho appena coinvolto in una di queste moleste staffette inter-bloggistiche.
    Senza impegno, vedi se la cosa ti può interessare e se hai voglia e tempo di perpetrare il misfatto.
    In fondo è anche un modo per allargare la sfera delle nostre letture.

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