Le invasioni barbariche


Una coppia giovanissima di cinesi con i loro due bambini nel parco giochi davanti all’IKEA di Firenze, parlano e ridono scambiandosi i loro fonemi sdrucciolevoli e sonori, per me del tutto incomprensibili, mentre i loro bambini instancabili salgono e scendono dalle altalene, vicino alle mie due figlie. Il moto di grande simpatia che provo nei loro confronti è come il desiderio di un nuovo medioevo, la speranza di generazioni completamente diverse dalla nostra che raccolgano e trasformino ciò che l’Europa ha pensato in duemilacinquecento anni; non succederà subito, proprio come alla fine della classicità abbiamo avuto bisogno di tempo per elaborare il nuovo che veniva da nord; ma poi abbiamo trovato qualcosa di radicalmente diverso, che gli antichi non avrebbero mai potuto inventare. L’Europa è stanca, ma è bello pensare che qualcun altro prenderà il suo posto.

Annunci

Causa formale e causa sostanziale

(Siamo in spiaggia a Sangineto, io prendo il sole in sdraio e leggo. Arriva Serena che ha un costumino da mare nuovo di zecca.)

Serena (vanitosissima): Papà, guarda un po’ come mi sta bene questo costumino!
Io (scioccamente fiero): Sei una bambina bellissima! E chi l’ha fatta questa bambina bellissima? (trascurando per un attimo il ruolo di mia moglie): E’ papà che ha fatto Serena!
Serena (distratta, dice una cosa qualsiasi tanto per replicare): Non è mica vero! E’ Serena che ha fatto papà!
Io: Come sarebbe a dire?
Serena
(dopo una riflessione istantanea): Scusa, ma prima che ci fosse Serena, tu mica eri un papà!


Sulla saggezza

Non tutte le attività mentali (non certo, ad esempio, le facoltà logico-matematiche) migliorano con gli anni: in linea generale, per tutto ciò che è umano è già molto il mantenere le posizioni. Solo quella che Aristotele pensa come la saggezza del filosofo (non esistono filosofi ragazzini, si legge in Eth. Nich. 1142a), e che è il frutto dell’esperienza di vita, disobbedisce a questa apparente legge di natura. La sophía è come gli alberi a tronco largo, che invecchiando appaiono non più fragili (come avviene per il corpo umano), ma più solidi e forti.