Il muro giallo

Sentendosi improvvisamente minacciata, si fermò accanto a un muro giallo

(di Alessandro Salesi. Cliccare sull’immagine per vederla nelle dimensioni originali, nonché per intravedere la minaccia)

Annunci

Complessità delle onde

Se le onde lunghe di Travemünde hanno potuto dare a Thomas Buddenbrook un’impressione di riposante semplicità, ciò era dovuto alla sua malattia: quello che gli sembrava un farmaco, era in realtà nient’altro che un sintomo. Questo perché la malattia trascura i dettagli, categorizza ogni onda come uguale alle sue compagne e percepisce quindi una pura ripetizione. Uno sguardo più attento invece riconosce ogni onda in ogni sua minima componente di movimento, nella sequenza mutevole e pressoché infinita delle piccole onde che compongono l’onda più grande. Chi pensasse di scrivere un elogio della complessità sceglierebbe come modello non le vette della montagna, immutabili per intere età geologiche, ma una singola onda che si rompe su uno scoglio.

Il dio locale

Forse la caratteristica più evidente del paganesimo è la negazione della onnipresenza del dio. Gli dèi sono dèi della Grecia, non dell’universo; e in Grecia hanno la loro sede. Socrate nel Fedro è preda delle ninfe perché sosta nel loro territorio: al di fuori di esso, la loro presenza è inavvertita. Il dio, anche se invisibile, è limitato nello spazio: se è in un luogo, non è in un altro. (Questo, tra l’altro, mette al riparo il paganesimo dalle critiche del relativismo culturale. Ognuno ha le sue divinità nel suo territorio: è naturale che siano diverse.)