Auguri da Alessandro, via SMS

In attesa del mio treno,
di cibarie troppo pieno,
fo fatica a verseggiare
ma rïesco ad augurare
al mio caro e buon sodale
un magnifico natale
senza pene e casi amari
da passare con i cari.

(Il disegno stavolta non è di Alessandro. Auguri anche dal sottoscritto, che di Alessandro raccoglie e cataloga qualunque sciocchezza, anche questo sms ricevuto la sera di Natale).

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Sogno dell’altopiano

Il gesto faticoso di salire con le braccia su una parete di montagna fino a una superficie che si rivela all’improvviso essere una specie di altopiano, tuttavia lastricato di mattonelle lucenti disposte in strisce bianche e nere che si intersecano formando quadrati regolari (qualcosa di simile alla piazza cittadina dove giocavi nell’infanzia). Tutto però molto più pulito e luminoso, e che si estende fino all’orizzonte, a perdita d’occhio. (Il paradiso, in un certo senso.)

Il testo dei Lieder

Abend ist’s, die Sonne ist verschwunden,
Und der Mond strahlt Silberglanz
(Mozart, Abendempfindung, K. 523)


Un testo ideale per Lied possiede due caratteristiche: è semplice e procede per luoghi comuni. Quanto più formulare e convenzionale è l’espressione, tanto più ha possibilità di adeguarsi alla musica miracolosamente, e non solo per l’assenza di fenomeni di interferenza fra estetica musicale ed estetica letteraria, ma anche per una sotterranea consonanza fra la più intima natura della musica – di ogni musica – e un ritmo letterario che sia strutturato su luoghi comuni. Un’ideologia che rifiuti la musica di per sé troverebbe qui un buon punto d’appoggio.

Meditatio mortis

(E’ autunno. In bici, andando all’asilo. Una gran quantità di foglie morte, raccolte a marcire in mucchietti, ai bordi del viale).

Io (pedalando): Guarda, Serena, quante foglie morte.
Serena (compassionevole): E’ vero, poverine! Non possono più nemmeno… (non trova la parola adeguata a esprimere il suo sentimento. Infine:) non possono più nemmeno rinascere!

Capire la filosofia

«Les doctrines meurent par ce qui en avait assuré le succès: par le style. Pour qu’elles revivent, il nous faut les repenser en notre jargon ou alors les imaginer avant leur élaboration, dans leur réalité originelle et informe» (Cioran, La tentation d’exister). Capire la filosofia è perciò un processo di traduzione, con tutte le imprecisioni che qualsiasi traduzione comporta; solo che qui un’imprecisione minima può diventare rovinosa per la nostra vita, e per la memoria storica del filosofo. Tanto per dire quanto sono complessi e scivolosi i rapporti fra la filosofia e il linguaggio.

Essere umano

(Arriviamo a casa di Giovanni, Carmen e Alessandro, amici carissimi e geniali in modo quasi sovrumano, che abitano isolati nella campagna toscana, senza televisione e senza giornali, in una tenuta che si raggiunge con grande difficoltà, su strada sterrata. Al nostro faticoso arrivo, da lontano la casa sembra deserta, mentre nell’ampio giardino, ai nostri sguardi stupiti, compare una specie di astronauta, munito di scafandro con una larga visiera, che impugna un rumoroso strumento e con gesti cadenzati e professionali rade l’erba.)

Io: Angela, ma non è uno di loro! E’ un uomo!
Angela (si avvicina alla strana figura, ne accerta l’identità, quindi si volta verso di me che sono ancora lontano ed esclama ridendo): Ma quale uomo! E’ Giovanni!