Molto sottovoce

(In Toscana, il genitore di sesso maschile viene chiamato “babbo”; ma siccome io sono di origini liguri e mia moglie di origini calabresi, Serena si è abituata a chiamarmi “papà”. Tornando dall’asilo, Serena dimostrava di avere compreso a modo suo – a proprio vantaggio, com’è naturale –  la differenza.)

Serena: Sai papà? Tutte le altre bambine all’asilo, poverine, hanno solo un babbo. Io invece (con fierezza), io ho un papà!
Io: Giusto. Anche Dorabella però ha un papà, che sono sempre io.
Serena (insoddisfatta di dover condividere un privilegio): Sì, ma lei ti chiama babbo.
Io: Non è vero! Se è per quello, non mi chiama nemmeno papà, perché ancora non parla affatto.
Serena: Invece una volta ti ha chiamato babbo!
Io: Io non l’ho sentita.
Serena: Non l’hai sentita perché ha parlato piano. (Facendo un visibile sforzo per esprimersi meglio:) Lo ha detto “sottovoce”.
Io: E tu l’hai ascoltata mentre parlava sottovoce?
Serena
: No. Infatti non l’ho sentita nemmeno io.

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Esercizi spirituali

Un buon esercizio per “venire a capo del tempo” consiste nell’osservare le persone anziane creandosi nella mente un falso ricordo visivo di quando erano giovani; quell’immagine mentale che confrontiamo con l’attuale quando, rivedendo un amico dopo vent’anni, pensiamo senza dirlo: com’è invecchiato, quell’immagine possiamo anche costruirla a partire da quella di un anziano che non avevamo mai visto prima. Analogamente, osservando un giovane, possiamo immaginare quale sarà il suo modo specifico di invecchiare, e confrontare la sua immagine attuale con quella futura, quando non resterà più nulla della sua gioventù e noi, rivedendolo, ci stupiremo di quanto profondo sia il cambiamento che il tempo opera su di noi.

Maternità impossibili

Verso il mattino, sogno G. che mi comunica di essere in attesa di un figlio, e lo dice scherzando, come chi, in età matura, commette un errore di gioventù. Io felice, anche se dentro di me sono sicuro che è impossibile, in primo luogo perché G. ha quasi cinquantadue anni (come obietta, in sogno, una bambina, che io cerco di far tacere), e poi perché so bene che G. è morta di tumore più di un anno fa. Eppure, per affetto, mi propongo di non svegliarmi, perché G. si illuda il più a lungo possibile di essere ancora viva, e per di più in attesa di un figlio.

Della precisione

La precisione si può intendere in due modi diversi: quella finalizzata a rendere più limpido e trasparente il proprio sguardo sul mondo, e quella invece fine a se stessa, non rivolta verso l’esterno, ma esclusivamente verso colui che è preciso. Quest’ultima precisione, frequente nei filologi, può distruggere la vita.

Sangineto, 2006

Forse non il mare, non il sentimento del sud, e nemmeno la lontananza dal lavoro: ma, semplicemente, la solitudine. Da ricordare, quest’anno, fra le molte cose: trenta cartelle su Kafka; le Cantate Secolari di Bach e la musica da camera di Brahms; la filosofia dell’anima di Epicuro (con molti dettagli che non conoscevo); i peperoni arrostiti con l’aglio, che mia moglie mi porta sulla spiaggia a mezzogiorno; Serena che finalmente entra in mare senza paura.