Il rivoluzionario statico

Ricordando il decennio fra il 1970 e il 1980, una ragazza che aveva militato in Lotta Continua mi diceva: «Pensavamo che quegli anni non dovessero finire mai». Il rivoluzionario spesso non vuole davvero la rivoluzione: desidera con tutta la sua forza invece l’atmosfera di lotta, l’entusiasmo e lo sdegno collettivi, in una parola desidera la sua giovinezza. E quando tutto ciò semplicemente passa, come passa il tempo, e cioè quietamente e senza segni premonitori, allora capisce confusamente che, per far vincere davvero la rivoluzione come la intendeva lui, avrebbe dovuto essere in grado di fermare la storia. – E questo vale anche nel caso in cui una rivoluzione sembra vincere: nel sentimento di chi aspettava questa vittoria, la «vera» rivoluzione ha perso. E’ per questo motivo che, come forse ha detto Kafka, tutte le rivoluzioni finiscono in burocrazia.

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6 thoughts on “

  1. Riflessioni giuste le tue, ma che si possono fare solo a posteriori, come rinunciare ” da davvero giovani” alla propria gioventù?; e poi la vita va sempre comunque vissuta anche se il bello passa subito; e ci sono momenti che vanno colti nell’attimo in cui compaiono; c’è da decidere in fretta….
    ciao
    Ljuba

  2. Hai senz’altro ragione, il fatto è che se tu chiedi a quei giovani qual è il loro obiettivo, questo non è “cogliere l’attimo fuggente”, ma al contrario “preparare il futuro della rivoluzione”. E’ solo dopo che ci si rende conto (a volte) che le motivazioni vere dell’agire politico sono tutt’altro che politiche.

  3. in parte ti dò ragione.perchè probabilmente molti non riescono a capire a quali conseguenze possa portare una rivoluzione, specie se di grande portata …….investe tutto il sitema e crea confusione e disordini sociali. ma perchè si è portati a volere una rivoluzione? forse è questo che dovremmo chiederci. io sono la prima a sperare che in italia scoppi al più presto una grande rivoluzione, che spazzi via tutto il marcio che ci sta soffocando. la rivoluzione è anche l’espressione di un popolo portato all’esasperazione,che vede in una reazione attiva e concreta l’unica possibilità di essere preso in considerazione. se si arriva a questo punto è anche perchè ci si è stati portati.

  4. Naturalmente, anonima. Il fatto è che spesso si fa la rivoluzione non per raggiungere un ideale “dopo” la rivoluzione, ma per godere del presente, che è la rivoluzione stessa. Questo era il senso del post.

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