Amore per la pulizia



Ciò che è veramente classico, è anche incontaminato. E in un certo senso intellettuale, l’amore per la pulizia è una buona visione del mondo: rifiuto della trasandatezza che troppo spesso si giustifica con una genialità inesistente; desiderio naturale e innato di nettezza dei contorni, di aria asciutta, di venti che soffiano da nord.

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Jean PaulScrivere tanto

Le opere complete di Goethe, nella Weimarer Ausgabe, comprendono 143 volumi; quelle di Jean Paul, nell’edizione Hanser in mio possesso, solo 10 volumi, ognuno dei quali però consiste in media di 1200-1300 pagine. Per chi la possiede, la facilità di scrittura è un dono piacevole: ma nella maggior parte dei casi trova fondamento in un deficit di autocensura sulla produzione delle idee (quando non nell’assenza delle idee stesse). Certo, eccezionalmente avviene che la scrittura nasca da un inconscio incontaminato, dove l’autocensura è superflua (è il caso di Goethe, o di Jean Paul). Altrimenti, è il caso usuale in cui la gratificazione del proprio narcisismo viene pagata con la noia altrui.

Il codice obsoleto, un addio all’infanzia

L’infanzia ha un suo sistema di segni, che applica con una certa sicurezza, e che si dimostrerà inutilizzabile con il passare all’età successiva. Questa prima esperienza di un codice obsoleto si cristallizza in fondo alla nostra psicologia, e si ripeterà dolorosamente ad ognuno dei passaggi che l’età adulta ci impone: tutto ciò che percepiamo come uno strappo, come un cambio radicale della vita individuale (un lutto, un esilio, un commiato) altro non è che l’obsolescenza di un sistema di segni e la conseguente faticosa necessità di impararne un altro: un’esperienza, per l’appunto, infantile.