Lo splendore della vita

Lo splendore della vita è presente in tutta la sua pienezza sempre, e per ognuno; tuttavia è velato, in profondità, invisibile, molto lontano. Però c’è, non è ostile, né riluttante, né sordo. Se lo si chiama con la parola giusta, con il nome giusto, viene.

(Diari, 18 ottobre 1921)

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L’astuzia è una forma pericolosa di debolezza

I comportamenti più spregevoli sono quelli che originano dal disprezzo di sé, quando questo richiede imperiosamente di essere contraddetto. Esemplare è il piacere provato nell’ingannare il prossimo, che appare così connaturato agli spiriti più infami: il dimostrarsi più astuto degli altri, quasi senza necessità, è evidentemente un buon surrogato, quando manca una retta coscienza del proprio valore.

La serenità degli antichi

La serenità di pensiero che ci sembra così evidente in ogni pagina delle letterature classiche è un effetto del tempo trascorso – un po’ come il sapore di certi vini ritrovati in tombe antiche, che hanno un sapore dolcissimo e come trasfigurato, nel quale si fatica a percepire il sapore del vino. Così anche i testi letterari subiscono una specie di inevitabile fermentazione. E’ verosimile che anche Dostojevski tra mille anni sembrerà un autore rilassato; solo i contemporanei sono realmente e comprensibilmente disperati. Ciò è in rapporto alla perdita, con il tempo, dei punti veri di riferimento, quelli storici, che soli consentirebbero una reale comprensione dell’aura connotativa propria di ogni testo; una perdita che per le culture antiche è così radicale da farne dichiarare l’irraggiungibilità. Da questo punto di vista, non bisogna mai dimenticare che la serenità classica è con ogni probabilità solamente un equivoco.

Radicalità antiborghese di Kafka

Uno dei lati più innovativi e commoventi della prosa kafkiana è la meticolosa espunzione di ogni convenzione borghese dalla letteratura. La realtà è osservata con la lucidità insostenibile di chi vuol fare piazza pulita di ogni metafora per vedere le cose non come segni, ma come oggetti. Ciò che viene sconfitto è sempre il tentativo di venire a patti con la realtà illudendosi di dominarla con strumenti solo linguistici: così, ad esempio, nel tentativo retorico di Josef K. di sedurre la platea del tribunale nel Processo. Il tentativo operato dalla forma mentis borghese di annullare con una serie di mediazioni il contatto con le pulsioni creaturali viene rigorosamente e silenziosamente confutato. In questo non c’è angoscia, o se c’è è l’angoscia della residua parte di borghesia dei nostri pensieri.

 

Kouros di Osimo

Bellezza e filosofia

Si impara più dalla bellezza che dall’intelligenza; questo nell’accezione alta del termine «imparare», nel senso cioè di chiarire definitivamente a se stessi ciò che, implicitamente, si è sempre saputo. Da questo punto di vista la letteratura dovrebbe veicolare più cultura della filosofia; e spesso avviene così, ma ancor più spesso la buona filosofia prende spunto dall’esperienza estetica per eliminarla poi con il maggior rigore possibile. Senza questo rapporto con la bellezza – che è veramente dialettico – non ci sarebbe filosofia.